lunedì 8 maggio 2017

Autismo - Aiutiamo il pediatra ad identificarlo presto

L' autismo è un disturbo dello sviluppo cerebrale che coinvolge l'interazione sociale e si manifesta con problemi della comunicazione verbale e non verbale.
I primi segni solitamente si evidenziano entro i due anni di vita del bambino .
Le cause di tale manifestazione non sono del tutto chiare ma intervengono sicuramente fattori  costituzionali e problematiche ambientali acquisite.
E' più corretto parlare di  Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di  sindromi che presentano vari livelli di intensità dei sintomi caratteristici: deficit nell'interazione sociale, deficit nella comunicazione, interessi e comportamenti limitati e ripetitivi.

Lo screening viene fatto in genere attraverso delle domande rivolte ai genitori e attraverso l’osservazione diretta dei comportamenti rilevanti.  

La CHAT (Checklist for Autism in Toddlers), messa a punto da Baron-Cohen nel 1992, è lo strumento di screening più conosciuto e combina le risposte dei genitori ad una breve intervista (sezione A composta da 9 item) con le risposte fornite da un professionista (insegnante, pediatra) sulla base di un osservazione semi-strutturata del comportamento del bambino (sezione B: 5 item). La CHAT indaga il livello del pointing dichiarativo, monitoraggio dello sguardo e del gioco condiviso

CHAT – Check list for autism in toddlers
(Baron-Cohen et al., 1992)
Sezione A. Domande ai genitori
1. Al vostro bambino piace essere cullato, fatto saltellare sulle ginocchia? Sì No
2. Vostro figlio si interessa agli altri bambini? Sì No
3. Gli piace arrampicarsi sui mobili o sulle scale? Sì No
4. Si diverte a fare giochi tipo nascondino? Sì No
5. Ogni tanto gioca a far finta di fare il tè, preparare da mangiare o altro? Sì No
6. Ogni tanto usa il dito indice per chiedere qualcosa? Sì No
7. Ogni tanto usa il dito indice per indicare interesse per qualcosa, cioè
indurvi a guardare qualcosa ? Sì No
8. È in grado di giocare in modo appropriato con giocattoli (es. macchinine o mattoncini) oltre che metterli in bocca o manipolarli o
farli cadere? Sì No
9. Il vostro bambino vi porge ogni tanto oggetti per mostrarveli? Sì No
Sezione B. Osservazione del pediatra
1. Durante l’osservazione il bambino vi fissa mai negli occhi? Sì No
2. È possibile ottenere l’attenzione del bambino, indicare poi un oggetto interessante, segnarlo col dito o nominarlo con un “oh, guarda …” e osservare che il bambino effettivamente si giri a guardare ciò che gli è stato indicato? Sì No
3. È possibile interessare il bambino a un gioco di finzione, ad esempio preparare qualcosa da bere o da mangiare? Sì No
4. Chiedendogli “dov’è la luce” o “mostrami la luce”, ripetendo eventualmente la domanda con un altro oggetto conosciuto (es. l’orsacchiotto), il bambino riesce a indicare con il dito e contemporaneamente a guardarvi in faccia? Sì No
5. Riesce a fare una torre? Sì No
Se sì, con quanti cubi? _____ (n. di cubi)
Scoring
  • alto rischio di autismo: insuccessi in A5, A7, B2, B3 e B4
  • medio rischio di autismo: insuccessi solo in A7 e/o B4
  • rischio di diversi disturbi di sviluppo: >3 insuccessi in qualsiasi item
  • nei limiti di norma: <3 insuccessi in qualsiasi item
 Tuttavia, successivamente si è visto che le informazioni della sezione B aggiungevano poche informazioni rispetto alla sezione del genitore e per questo motivo gli stessi autori hanno elaborato uno strumento che considera solo le risposte dei genitori e che potesse essere più sensibile rispetto all’identificazione di fattori di rischio per autismo.
Gli autori hanno creato così la M-CHAT (Modified Checklist for Autism Toddlers) che contiene 23 domande rivolte ai genitori e rappresenta un’estensione della CHAT.
La M-CHAT può essere utilizzata con bambini tra i 18 e i 24 mesi.


M-CHAT
Per favore compili il seguente questionario su come è di solito vostro figlio.
Cerchi per favore di rispondere a ogni domanda.
Se il comportamento è raro (per esempio lo ha visto una o due volte), per favore risponda come se il bambino non lo facesse.
1     Vostro figlio si diverte ad essere dondolato o a saltare sulle vostre ginocchia?    Si     No
2     Vostro figlio si interessa agli altri bambini?     Si     No
3     A vostro figlio piace arrampicarsi sulle cose, come per esempio sulle scale?     Si     No
4     Vostro figlio si diverte a giocare al gioco del CU-CU o a nascondino?     Si     No
5     Vostro figlio gioca mai a far finta? Per esempio fa finta di parlare al telefono o di accudire una bambola o altro?     Si     No
6     Vostro figlio usa mai l’indicare col dito indice per chiedere qualcosa?     Si     No
7     Vostro figlio usa mai l’indicare col dito indice per segnalare interesse in qualcosa?     Si     No
8     Vostro figlio riesce a giocare in modo appropriato con piccoli giocattoli (ad esempio macchinine o cubi) senza soltanto metterli in bocca, o giocherellarci, o farli cadere?     Si     No
9     Vostro figlio vi porta mai degli oggetti per mostrarvi qualcosa?     Si     No
10     Vostro figlio vi guarda negli occhi per più di un secondo o due?     Si     No
11     Vostro figlio sembra mai ipersensibile ai rumori (ad es. si tappa le orecchie)?    Si     No
12     Vostro figlio sorride in risposta alla vostra faccia o al vostro sorriso?     Si     No
13     Vostro figlio vi imita? (Ad esempio se fate una faccia cerca di imitarla?)     Si     No
14     Vostro figlio risponde al suo nome quando lo chiamate?     Si     No
15     Se indicate con il dito indice un giocattolo dalla parte opposta della stanza, vostro figlio lo guarda?     Si     No
16     Vostro figlio cammina?     Si     No
17     Vostro figlio guarda le cose che voi state guardando?     Si     No
18     Vostro figlio fa movimenti insoliti con le dita vicino alla faccia?     Si     No
19     Vostro figlio cerca di attirare la vostra attenzione su una sua attività?     Si     No
20     Vi siete mai chiesti se vostro figlio potesse essere sordo?     Si     No
21     Vostro figlio capisce ciò che dicono le persone?     Si     No
22     Vostro figlio qualche volta fissa lo sguardo nel vuoto o girovaga senza scopo?     Si     No
23     Quando vostro figlio è di fronte a qualcosa di non familiare, vi guarda in faccia per controllare quale è la vostra reazione?     Si     No

Un bambino viene definito a rischio se fallisce tre qualsiasi dei 23 item o due degli item critici,
Gli item critici sono quegli item che indagano il rapporto con i pari, il mostrare, il rispondere al nome, l’attenzione condivisa, l’utilizzo del pointing e l’imitazione.

per approfondire : https://goo.gl/be94Mz

giovedì 16 marzo 2017

Mamma, ho mal di pancia !


Dal sito dell' Ospedale Pediatrico BAMBINO GESU' ho estratto e riassunto le informazioni più utili riguardo ad un problema molto comune nei bambini : IL MAL DI PANCIA

E' possibile, anzi molto consigliabile, consultare direttamente tale risorsa, attraverso il seguente link

Il mal di pancia può avere molte cause perché, all’interno dell’addome, sono presenti numerosi organi che possono causare dolore.

E' un sintomo che preoccupa i genitori che pensano subito ad un problema chirurgico.

Fortunatamente spesso si tratta di un fenomeno che si risolve in poche ore, senza nessun tipo di intervento, ma non va mai banalizzato.


Nel caso di insorgenza acuta della sintomatologia è molto importante considerare l’età del bambino





IVU*  = INFEZIONE DELLE VIE URINARIE
Torsione annessi ** = : Torsione delle ovaie, del funicolo spermatico o degli annessi testicolari.

Spesso i bambini, specie quando sono piccoli, non sanno dire quale sia esattamente la parte dolorante, per cui anche capire la causa del dolore è spesso molto complicato. Importante è capire intensità del dolore, la persistenza e la sua localizzazione


Se compaiono febbre o vomito, è importante escludere che si tratti di un’appendicite acuta,
che richiede invece l'intervento chirurgico. 

Nella prima infanzia le malattie chirurgiche sono frequenti prima dei 2 anni, sono quasi assenti tra i 2 e i 5 anni, per poi tornare ad avere una maggiore incidenza dopo i 5 anni. 

In particolare, fino ai 2 anni sono rappresentate quasi esclusivamente dalle invaginazioni intestinali, e dopo i 5 dalle appendiciti. 



Il mal di pancia ricorrente:

Il  bambino con dolori addominali ricorrenti salta giorni di scuola, assume farmaci, è sottoposto a tante visite mediche.

Molto frequentemente la causa è un disagio emotivo che il bambino non sa esprimere a parole. 

Parlare con il corpo è normale nella prima infanzia,solo con la crescita e il sostegno dell’adulto, sia apre gradualmente la strada ad un processo di elaborazione mentale degli affetti e delle emozioni.

E comunque, anche negli adulti, l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, ed aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni.
Ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore
E non a caso le cellule dell’intestino producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere

Eventi stressanti, quali difficoltà nella coppia coniugale, lutti recenti, preoccupazioni per la salute propria o dei familiari, problemi a scuola o con i compagni possono essere alla base di un disagio che si esprime con frequente dolore addominale.

In tali casi è facile trovare anche altri sintomi, attuali o pregressi, quali cefalea, tic, stipsi, disturbi del sonno.

I mal di pancia possono essere anche come un modo "non verbale" di richiedere attenzione.

Molto spesso anche i genitori dei bambini con DAR ( Dolori Addominali Ricorrenti) soffrono essi stessi di sintomi ipocondriaci, ansia e tendenza alla somatizzazione delle emozioni, come se vi fosse una sorta di “linguaggio familiare”che passa attraverso il somatico.

Comunque è sempre necessario non minimizzare il dolore del bambino con DAR (il dolore esiste anche quando la sua origine è psichica!).

Ma è importante che i genitori cerchino di individuare, comprendere e lavorare sul significato che il sintomo ha per il proprio figlio, e scoprire  quale possa essere il “vantaggio secondario” che ne trae, aiutandolo a trovare un modo nuovo per esprimere il suo disagio e le sue emozioni.

Circa il 10-15% dei bambini in età scolare e adolescenziale soffre di. 
sindrome del colon irritabile , un disordine gastrointestinale funzionale cioè non determinato da una vera malattia.

Deriva da una alterata relazione tra cervello e intestino, che è considerato attualmente come il “secondo cervello” del nostro organismo. Anche le alterazioni della flora batterica intestinale possono avere un ruolo nella comparsa dei disturbi caratteristici della sindrome.

I sintomi fondamentali del colon irritabile sono il dolore addominale e le alterazioni dell’alvo che possono andare dalla stipsi alla diarrea. Possono contribuire alla sua insorgenza i disordini dietetici (scarso apporto di fibre negli stitici; eccesso di sorbitolo o fruttosio in quelli con diarrea) e i fattori psicologici e sociali (i genitori a volte descrivono il loro bambino come un po’ “ansioso”; i bambini più grandi e gli adolescenti, invece, a volte riferiscono che i sintomi peggiorano durante i periodi di stress emotivo).

 COME SI CURA IL COLON IRRITABILE
 La prima terapia è la conferma della diagnosi e la rassicurazione del bambino e del genitore. A seguire si dovrà impostare un piano dietetico e terapeutico. 
Norme dietetiche e terapeutiche generalmente valide:
  1.  • Introduzione di una adeguata quantità di fibre nella dieta (1g/Kg o 5 g/die) e riduzione dell’apporto in lattosio. 
  2. • In casi selezionati e su prescrizione medica, cambiamento della dieta con apporto ridotto e controllato di alcuni particolari tipi di carboidrati (i cosiddetti FODMAPs acronimo inglese che indica oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli). 
  3. • Somministrazione periodica di probiotici (i cosiddetti fermenti lattici), che possono fornire qualche beneficio (soprattutto il Lactobacillus GG). 
  4. • In alcuni casi anche il ricorso alla ipnoterapia e alla terapia comportamentale ha fornito dei risultati incoraggianti.

Contrariamente a quanto spesso si crede le "ALLERGIE" e le così famose "INTOLLERANZE"   NON sono tra le cause più frequenti di dolore addominale. Inutile, di solito,  spender tempo e soldi per eseguire test a volte molto "suggestivi" e costosi-

In alcuni casi è opportuno praticare, senza fare necessariamente esami o test  una "intelligente"


riduzione dei cosiddetti FODMAPs ma, questo, soprattutto nel bambino va assolutamente concordato con il medico 

Quali sono i cibi ricchi di FODMAP ?

latte, yogurt, formaggi freschi e molli,

alimenti a base di farina bianca e integrale
legumi, ceci, lenticchie, fagioli, fave, cipolle, aglio, asparagi, carciofi, cavolfiori, verze, cicoria, funghi, radicchio
brodi già pronti e miele. 

frutta tipicamente estiva come albicocche, anguria, ciliegie, fichi, nespole, pesche, prugne, oltre alla frutta secca. 
birra, caffè d’orzo, succhi e sciroppi.








Adottando temporaneamente questa dieta si dovrebbero evitare test d’intolleranza alimentare di dubbia validità, farmaci miracolosi spesso “specchietti per allodole”, regimi alimentari assurdi che rischiano di causare gravi stati carenziali. 




venerdì 13 gennaio 2017

Meningococco e dintorni


Riassumo e cerco di spiegare in parole semplici le informazioni più importanti estratte  dal sito dell' ASST di Regione Lombardia per il nostro territorio

Link



MALATTIA MENINGOCOCCICA







Il Meningococco è un batterio che si trova transitoriamente a livello del rinofaringe in circa il 20% di adolescenti e adulti (portatori sani), senza causare malattia.
Per motivi non noti dalla zona naso gola (rinofaringe) può passare all’interno del corpo e dare gravi problemi
Il vaccino stimola anticorpi che impediscono al Meningococco di localizzarsi nel rinofaringe, e di aggredire poi eventualmente l’organismo. Il periodo di contagiosità dura fintanto che Meningococco è presente nelle secrezioni nasali e faringee.


Ci sono tredici tipi di  Meningococco  tra i quali cinque: (A, B, C, Y, W135), sono i responsabili del maggior numero di casi nel mondo. I sierogruppi B e C sono quelli che circolano più frequentemente in Italia.

Quante persone colpisce?
Nel 2015 nell’intera popolazione italiana (sessanta milioni circa di abitanti) sono stati segnalati 196 casi di malattia.La malattia, quindi non è molto diffusa, ma è comunque tra le più temibili

Può colpire chiunque ma tra le  persone maggiormente a rischioci sono  i bambini nella fascia di età tra 0 e 4 anni (specie nel primo anno di vita)

La trasmissione avviene nella maggiore parte dei casi per il contatto stretto con portatori sani tramite baci, e prolungati rapporti di stretta convivenza (tosse, starnuti e parlare).
Cerchiamo quindi di non far baciare i bambini da tutti e non permettiamo che si parli loro a brevissima distanza. Chi ha tosse e sternuti sia tenuto a distanza di sicurezza !
 Il Meningococco resiste molto poco fuori dall’ organismo umano ed è possibile contrastarne la diffusione anche attraverso semplici misure preventive: lavaggio accurato delle mani, pulizia ambientale con i normali detersivi del commercio, aprire le finestre, etc.
Il periodo di incubazione tra l’infezione e malattia varia tra 1 a 10 giorni, ma di solito è meno di 4 giorni.

Come si manifesta?Nella fase iniziale i sintomi tipici della meningite sono:

  1. irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), 
  2. febbre alta, mal di testa, nausea o vomito, 
  3. alterazione del livello di coscienza, convulsioni.

Nei neonati spesso ci sono sintomi atipici (pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito e vomito) che non permettono di fare una diagnosi rapida.

La malattia da meningococco può portare a morte il 10% -15% dei malati.
Il 10% - 20% di chi sopravvive alla malattia può presentare esiti gravi e permanenti
(perdita di udito, problemi neurologici, amputazione degli arti, cicatrici cutanee deturpanti)

Come si può prevenire?
La vaccinazione è tra le armi più valide per prevenire la meningite da Meningococco.

Oggi abbiamo a disposizione una serie vaccini chepossono proteggere contro le infezione meningococciche causate dai  sierogruppi: A, B, C, Y, W135.

Dal momento che il Meningococco risulta essere particolarmente fragile fuori dall’organismo umano ed altamente sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento è possibile contrastare la sua diffusione anche attraverso una serie di misure preventive quali ad esempio: lavaggio delle mani con cura, periodica sanificazione ambientale con i normali detersivi del commercio, prolungata aerazione degli ambienti, etc.

Il vaccino stimola la produzione di anticorpi SPECIFICI per il solo sierotipo per cui si è vaccinati.Quindi per una protezione più completa :
  1. Vaccino per il Meningococco C  
  2. Vaccino per il Meningococco B


Ma c'è una epidemia ?
Nel 2015 ci sono stati 196 casi di malattia invasiva da meningococco, ( 0,32 casi ogni  100.000 abitanti) ;

La malattia invasiva da meningococco colpisce con maggiore frequenza i bambini sotto i 4 anni e in particolare nel primo anno di vita  l’incidenza supera i 4 casi per 100.000  (12 VOLTE DI PIU' RISPETTO ALLA POPOLAZIONE GENERALE)


Nella maggior parte delle Regioni l’andamento è pressoché stabile o presenta piccole oscillazioni nel triennio 2011-2014, tranne che in Toscana dove i dati mostrano un marcato aumento di casi di meningococco di tipo C negli adulti, che ha portato la Regione a implementare una campagna straordinaria di vaccinazione.


NON SOLO MENINGOCCO ! 
La meningite può essere dovuta anche ad altri agenti morbosi, prevenibili con la specifica vaccinazione, per esempio :

1) Streptococcus pneumoniae (pneumococco)
Nel 2015 sono stati segnalati 1256 casi di malattia invasiva da pneumococco. Il numero assoluto di casi è quindi incrementato rispetto al 2013 (977 casi) e al 2014 (957). 
Il maggior numero di casi si verifica negli anziani dopo i 64 anni di età e nei bambini nel primo anno di vita. Considerando i dati della selezione di Regioni, l’incidenza nel 2015 è pari a 9,26 casi per 100.000 nel primo anno di vita, 10,90 per 100.000 nei soggetti con più di 64 anni, e più bassa nelle altre fasce di età. L’incidenza è aumentata nelle fasce di età da 0 a 5 anni e negli anziani.

2) Haemophilus influenzae (emofilo o Hib)
In Italia, nel 2015 sono stati rilevati 131 casi di infezione da Hib. Negli ultimi quattro anni, il numero di casi di infezioni invasive da Hib rimane limitato, sebbene si sia osservato un incremento dell’incidenza, passata da 0,08 casi per 100.000 abitanti nel 2011 a 0,22/100.000 abitanti nel 2015.
L’incidenza è bassa in tutte le fasce di età, ma più elevata nel primo anno di vita e negli anziani.


ALCUNI DATI STATISTICI:


ITALIA
2016*
2015
2014
2013
2012
2011
Meningo
178
96
164
172
138
152
Pneumo
940
1256
957
977
813
748
Hib
80
131
106
78
63
49
Non invasive
178
232
252
192
197
201
TOTALI
1376
1815
1479
1419
1211
1150




LOMBARDIA
2016*
2015
2014
2013
2012
2011
Meningo
29
34
45
42
34
30
Pneumo
313
534
355
340
299
166
Hib
16
47
32
26
16
12
Non invasive
34
45
50
36
33
32
TOTALI
392
660
482
444
385
240






BRESCIA
2016*
2015
2014
2013
2012
2011
Meningo
4
4
4
2
2
5
Pneumo
30
40
12
16
27
14
Hib
4
6
1
4
9
3
Non invasive
14
4
9
6
39
14
TOTALI
52
54
26
28
77
36




* dato a novembre 2016

Le malattie invasive da meningococco sono ben controllate nel nostro territorio ciò nonostante agli utenti che, pur non appartenendo alle categorie previste dalle raccomandazioni di Sanità Pubblica, intendano sottoporsi alla profilassi vaccinale è consentito accedere, in regime di co-pagamento, alle relative vaccinazioni.

A tal fine l’ASST Spedali Civili mette a disposizione un numero di telefono dedicato per la prenotazione della vaccinazione 030 3537144, attivo dalle 9,00 alle 16,00 dal lunedì al venerdì per le persone assistite dei Comuni di riferimento:

PRESIDIO TERRITORIALE BRESCIA CENTRO
Elenco dei comuni: BRESCIA, COLLEBEATO

PRESIDIO TERRITORIALE BRESCIA HINTERLAND
Elenco dei comuni: AZZANO MELLA, BERLINGO, BORGOSATOLLO, BOTTICINO, CAPRIANO DEL COLLE, CASTEGNATO, CASTENEDOLO, CASTELMELLA, CELLATICA, FLERO, GUSSAGO, MAZZANO, MONTIRONE, NUVOLENTO, NUVOLERA, OME, OSPITALETTO, PONCARALE, REZZATO, RODENGO-SAIANO, RONCADELLE, SAN ZENO NAVIGLIO TORBOLE CASAGLIA, TRAVAGLIATO. 

PRESIDIO TERRITORIALE VALLE TROMPIA
Elenco dei comuni: BOVEGNO, BOVEZZO, BRIONE, CAINO, COLLIO, CONCESIO, GARDONE VAL TROMPIA, IRMA, LODRINO, LUMEZZANE, MARCHENO, MARMENTINO, NAVE, PEZZAZE, POLAVENO, SAREZZO, TAVERNOLE SUL MELLA, VILLA CARCINA.


COSTI PER TIPOLOGIA DI VACCINO PER SINGOLA DOSE

vaccino meningococcico coniugato del gruppo A,C,W,Y:   €. 46,58

vaccino meningococcico coniugato sierotipo C:  €. 20,07 

vaccino meningococcico coniugato sierotipo B:   €. 83,29  (sono necessarie 2 dosi)


Al fine di agevolare la prenotazione della vaccinazione antimeningococcica in co-pagamento, visto il prolungarsi dei tempi d’attesa della prenotazione telefonica, l’ASST Spedali Civili di Brescia, oltre al numero telefonico dedicato, mette a disposizione dell’utenza la seguente casella di posta elettronica:

Per prenotare la prestazione vaccinale in co-pagamento l’ interessato deve inviare le seguenti informazioni:
·         Nome e Cognome
·         Data di nascita
·         Codice Fiscale
·         Vaccinazione richiesta ( antimeningococco B, antimeningococco C, tetravalente)
·         Sede vaccinale preferita (Brescia, Gussago, Rezzato, Gardone Val Trompia)

L’Azienda risponderà comunicando: data, ora e luogo di erogazione della prestazione.
Qualora nella richiesta non fosse indicata la sede vaccinale preferita si provvederà d’ufficio ad assegnare quella più vicina alla residenza del richiedente.
ultima modifica:  12/01/2017

LA SITUAZIONE STA EVOLVENDO E LE VACCINAZIONI OFFERTE DOVREBBERO
ESSERE PRESTO PIU' NUMEROSE:

Il ministro della Salute annuncia la prossima entrata in vigore del
Piano vaccinale che prevede un ampliamento delle immunizzazioni
per alcune specifiche fasce di età

La nuova offerta vaccinale
Nel dettaglio, nei nuovi Livelli essenziali di assistenza sono stati introdotti i seguenti vaccini, che saranno dunque somministrati gratuitamente alle categorie indicate una volta approvato il Piano vaccinale:
1) meningococco B, rotavirus e varicella per i nuovi nati;
2) Hpv nei maschi undicenni;
3) meningococco tetravalente (A, C, W, Y135) e richiamo anti-polio negli adolescenti;
4) pneumococco ed Herpes Zoster nei sessantacinquenni.
questi vaccini saranno gratuiti, senza pagamento di alcun ticket.

Di conseguenza:
1) i nuovi nati avranno diritto a: cicli di base ed eventuali successivi richiami di vaccino per la prevenzione di difterite, tetano, pertosse, epatite B, polio, Haemophilus influenzae tipo b, pneumococco, meningococco B, rotavirus, morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco C;
2) gli adolescenti: vaccino anti-meningococco tetravalente (A, C, W, Y135) e vaccino anti-Hpv;
3) i soggetti di età uguale o superiore a 65 anni: vaccino anti-influenzale;
4) i soggetti di età pari a 65 anni: vaccino anti-pneumococco e vaccino anti-Zoster.
Tra gli obiettivi del nuovo Piano vaccinale mantenere lo stato polio-free e raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free.